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Sono arrivato primo! settembre 25, 2010

Posted by maxviel in Il linguaggio musicale.
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Giovedì scorso ho inziato il Laboratorio d’ascolto dedicato al paesaggio sonoro con il primo movimento della Sinfonia n. 6 di L. van Beethoven, detta “Pastorale”.
In effetti tutta la sinfonia è evidentemente impregnata di descrittivismo, spesso di fenomeni naturali, come il celebre temporale del penultimo movimento. Quello che mi colpisce nel primo movimento sono però quei passaggi, peralto famosissimi, in cui la melodia, l’armonia e il metro svaniscono per lasciare posto a una tessitura sobbalzante (quartine di sedicesimi contro terzine di ottavi!) dominata da un accordo maggiore e da una figura ripetuta: un vero e proprio riff (la trovate qui tra 5’10″ e 6’40″ e comunque in genere in tutto il movimento).
Se non è certo Beethoven il primo a usare i riff nella musica occidentale, certo la sua “testuralità” mi colpisce: a quell’epoca doveva essere veramente qualcosa di nuovo e per risentire ancora qualcosa di simile bisognerà aspettare Wagner con l’apertura dell’Oro del Reno”.

Da questi pensieri mi sono mosso verso qualcosa di più… frivolo, cercando di individuare precursori e innovatori del linguaggio musicale insospettabili che hanno lanciato un filo, spesso perduto, lungo la storia della musica fino ad alcuni generi o pratiche musicali di oggi.
Ad esempio nella terza parte della Sagra della Primavera di I.Stravinskij, c’è una incredibile (per l’epoca) battuta con undici colpi regolari di percussioni con archi (la trovate qui a 23’24″), quasi una “cassa dritta” che prelude decisamente alla dance elettronica e in particolare alla Hardcore Techno.
H.Berlioz ha inventato con il suo “Requiem”, di cui qui si può ammirare l’immenso organico (orchestra e coro comprendono tutta la parte illuminata fino in alto), la stereofonia in senso moderno. Ha anche scritto il primo brano psichedelico della storia, con la sua Sinfonia Fantastica, in cui vengono descritte le visioni oppiacee di un giovane deluso in amore.
Sulle invenzioni un po’ folli di Berlioz ci sarebbe da dire molto, come del resto di E.Satie che ha inventato almeno l’ambient music, che lui chiamava musica d’arredamento, e il minimalismo con il brano Vexations, lavoro atonale del 1893 (!) di cui eseguiremo un tributo fra poco più di un mese nella stagione di Sincronie 2010 a Milano.
E poi ancora…

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