jump to navigation

Il musico-sacerdote marzo 24, 2008

Posted by maxviel in Il musicista.
trackback

Vorrei continuare a sviluppare il tema del precedente post, prendendo in considerazione più da vicino l’archetipo del musico-sacerdote.
Chiariamo innanzitutto: non si tratta di capire come è il musicista, ma come si presenta al pubblico. Le due cose sembrano coincidere in questa nostra società dello spettacolo (1), ma naturalmente non è così. Nel momento in cui un musicista si espone su una ribalta per venderci qualcosa, sia esso un CD o un biglietto di concerto, il modo in cui egli si presenta diventa parte, volente o nolente, di un processo di promozione e di marketing.

E’ quindi in questo che si differenzia la musica d’arte dalla musica di consumo, non tanto per la qualità in sè dell’oggetto artistico, quanto perchè esso da opera d’arte si trasforma in un “prodotto” da vendere, e quindi sottoposto a un pensiero che mira ad ottimizzarne il commercio, cioè il marketing.
A questo punto un principio fondamentale da seguire è il riconoscimento del marchio e il suo posizionamento, vale a dire l’indentificabilità del prodotto rispetto a uno sfondo e la scelta di una sua precisa fisionomia, che ben si adatti alle persone a cui vogliamo venderlo.
Qui nascono gli archetipi con tutte le loro varianti… beh, non so se è proprio corretto chiamarli archetipi, forse schemi percettivi sarebbe più giusto.

Eccoci dunque a uno schema percettivo, quello del musico-sacerdote.
Questo tipo di musicista si riconosce perchè sembra venire da un mondo lontano, portandoci buone novelle di pace. Ci sono varie declinazioni di questa figura, certo è che rimane un artista di nicchia, perchè oggi il fascino del diavolo è molto più forte di quella del santo, almeno dal punto di vista del’universo musicale.

Prendiamo un esempio che ho già fatto: Arvo Pärt. Probabilmente pochi di voi lo conosceranno, ma ha avuto la grande fortuna di scivolare inosservato dal pubblico della musica contemporanea a quello più generalista e numeroso, cioè il pubblico di massa.
Per fare questo ha dovuto subire una vera folgorazione sulla via di Damasco che ha testimoniato con il suo brano “Credo” del 1968 in cui oppone con sapienza pop sonorità dissonanti, che rappresentano a un tempo il diavolo tentatore e la musica del Novecento, ad un preludio bachiano, che invece rappresenta l’oggetto del suo “credo”.

Beh, ecco il musico-sacerdote: apparentemente schivo, sempre controllato e sereno, ride poco, si fa crescere la barba e utilizza linguaggi arcani, come il latino.. ma potrebbe essere anche arabo (arcano per il pubblico a cui si rivolge, ovviamente). E immancabilmente easy listening, perchè la cultura pop richiede una musica che possa essere messa in sottofondo… alla vita! La colonna sonora della nostra vita!

Beh vi nomino un altro rappresentanto di questa schiera… indovinate… Franco Battiato!
A voi viene in mente qualcun altro?

(1) Mi riferisco naturalmente alla ben nota analisi di Guy-Ernest Debord nell’omonimo libro.

Arvo Pärt in una foto promozionale ECM

Commenti»

No comments yet — be the first.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: