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La musica è la mia droga luglio 3, 2008

Posted by maxviel in Pinzillacchere.
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Puntuale come la rata del mutuo, la cosiddetta informazione ufficiale, nel tentativo di coprire mediaticamente l’approvazione del lodo Schifani bis (detto anche dolo Berlusconi) e in mancanza di eventi calcistici nei dintorni, spara un’altra panzana delle sue.

Secondo notizie diffuse un po’ dovunque (la mia fonte primaria è il Corriere) i “007 informatici” della Guardia di Finanza starebbero attentamente vigi- lando su un fenomeno a dir poco inquietante: pare infatti che sia possibile procurarsi dietro una modica somma dei files sonori (leggi “musiche”) che non solo avrebbero degli effetti psicotropi del tutto simili a droghe come ecstasy ed eroina, ma che darebbero dipendenza, anche se, a detta niente- popodimeno che di un colonnello, non è provato che ci siano rischi per la salute.
Interviene a questo punto la scienza, nella persona di un ricercatore il quale ci informa che hanno provveduto a fornire ecstasy e musica ad alto volume ad un animale da laboratorio per scoprire che il suono influisce sugli effetti della droga.

Ora, mi verrebbe da interrompere qui data l’estrema e patetica ridicolaggine del tutto. Mi limiterò a fare alcune brevi osservazioni.
1 – Sì.. è incredibile, ma la musica ha un effetto sull’uomo! Millenni di discorsi sulla cosiddetta “teoria degli affetti”, da Platone (o prima) in avanti sono vanificati dalla scoperta dei media contemporanei! Probabilmente si arriverà a vietare tutta la musica, tranne natuarlemnte quella prodotta dalle major, ma al momento siamo forse ancora lontani da questo.
2 – L’audio di cui si tratta è un audio particolare, perchè probabilmente si tratta di una produzione che utilizza l’effetto psicoacustico dei battimenti binaurali (cosi’ come si possono sentire dalla homepage del mio sito personale). Il loro effetto psicotropo non è pienamente dimostrato, almeno non più della capacità di far addormentare che ha la voce di Marzullo.
3 – In ogni caso è sempre un problema di set e setting, vale a dire: se uno vuole diventare euforico basta anche una gazzosa, come insegna lo scienziato che è riuscito a ipnotizzare degli studenti americani facendogli ascoltare per sbaglio un disco di yodel tirolesi (riportato in C.Tart, Stati di coscienza, Astrolabio, Roma, 1985).
Qualsiasi cosa può essere usata in bene e in male.
4 – E in effetti anche la televisione può essere utilizzata come una vera e propria droga, come viene detto da un articolo su Le Scienze del 2002 (Kubley, Csikszent-Mihalyi, Videodipendenza: non solo una metafora, in Le Scienze, marzo 2002).
5 – Ma qui arriviamo a un altro problema che a mio parere è di cruciale importanza per capire i giochi di parole su cui si fonda la cultura di massa: cosa si intende per “droga”, a parte un mezzuccio della stampa per aizzare i benpensanti contro “gli altri” e distogliere la loro attenzione dal vero fattaccio del momento? Perchè alcune cose vengono definite “droga” mentre altre, che hanno effetti peggiori o simili vengono considerate innocue, come marijuana e alcool? Cosa cambia quando si è sotto l’effetto di sostanze psicotrope? Siamo davvero delle macchine che “premi il tasto e…”? E’ la mia percezione della realtà veramente uguale a quella di ognuno di voi?

Commenti»

1. marco - luglio 13, 2008

Ma infatti alla fine è un problema di termini e di come si usano. D’altronde il Corrierone usa espressioni del tipo ‘la Casbah di Porta Genova’ o ‘il Sukh del Vigentino’ per esprimere il disagio in alcune zone di Milano. Da un lato facendo del razzismo neanche tanto velato (il messaggio che passa è: se c’è disagio è colpa dei marocchini), dall’altro confondendo (probabilmente apposta: dico probabilmente perchè non metto la mano sul fuoco sulla preparazione linguistica dei giornalisti in questione) ‘sukh’ e ‘casbah’ che, come sanno coloro i quali semplicemente consultano un dizionario, sono due cose ben distinte. Non sanno più cosa fare per confondere le acque ma sanno che giocare con le parole e con un uditorio incline ad essere turlupinato presenta ancora i suoi bei vantaggi.


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