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L’espressività dell’inespressivo. luglio 24, 2010

Posted by maxviel in Il linguaggio musicale, Pinzillacchere.
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L’espressività è la capacità di evocare qualcosa in chi guarda/ascolta, insomma percepisce. Quindi l’inespressività sarebbe il contrario, cioè l’incapacità di esprimere.
Ciò non sicgnifica però che non sia possibile esprimere, cioè evocare, una incapacità di esprimere. Ad esempio l’imitazione di una voce “robotica” è proprio questo: il tono di voce, il timbro “metallizzato”, la durata uguale delle sillabe mirano porprio a rendere la voce di un personaggio per definizione inespressivo, cioè quella di un automa. E come tutte le evocazioni può essere fatta bene o fatta male.

Per quanto riguarda la musica potrei citare la frase detta da Monsieur de Sainte Colombe nel film “Tutte le mattine del mondo” a un giovane Marais: “Hai suonato della musica, ma non sei un musicista!”.
Chi ha fatto dell’espressione dell’inespressivo un marchio di fabbrica sono i Kraftwerk, che sono arrivati a farsi sostituire sul palco da manichini robotizzati, ma anche Ryoji Ikeda e la sua estetica macchinica (termine veramente brutto) della rappresentazione scientifica.

All’opposto l’inespressivo riesce ad esprimere poco o niente e l’inespressività che ne esce non è un elemento dell’espressione, che ha senso all’interno della struttura di significati della performance artistica, ma al contrario una diminuzione del senso… è la realtà che irrompe caotica nel mondo fittizio della rappresentazione artistica.
In alcuni casi si può arginare questa distruzione… è il caso ad esempio di Roy e Moss, protagonisti del bellissimo telefilm inglese “The IT Crowd”.
Il primo è inespressivo (ma per fortuna dotato di un’ottima sceneggiatura), il secondo esprime l’inespressivo.

Commenti»

1. ggg - luglio 26, 2010

bellissimo !

…. in effetti conosco un tot di gente così…. (meglio non faccia nomi…. ooops, forse dovrei fare anche il mio)

2. bertram niessen - agosto 30, 2010

in effetti, pensare alle persone che si conoscono che si (in)esprimono in questo modo è parecchio divertente. potrei fare una lista bella lunga.
tutto cio’ rimane subordinato al nodo centrale: cosa si vuole esprimere? (o meglio, se l’espressività è subordinata ala comunicazione, qual’è il contenuto di questa?)
c

maxviel - agosto 31, 2010

La questione mi sembra infatti abbastanza complessa, ad esempio una sceneggiatura comincia ad andare a male quando i personaggi si comportano come pazzi, cioè insensatamente, perché in questo modo trasmettono la mancanza di senso (e di qualità) della sceneggiatura. La follia invece, come il sogno, ha una sua struttura di significati molto coerente.


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